domenica 25 giugno 2017

Traduzione dall'italiano all'inglese dell'articolo di Fabrizio Assandri, “Regina Margherita. Uno spazio verde invece delle auto”, in La Stampa del 20/11/2014

TRADUZIONE DALL'ITALIANO ALL'INGLESE
IVD

TESTO ORIGINALE:


TRADUZIONE:

GREEN SPACE INSTEAD OF CARS

From a cold, bare area with heavy traffic, where it is impossibe to have a chat, to a welcoming space. The entrance to Regina Margherita High School, in Valperga Caluso street has been redesigned as student-friendly.
Yesterday you couldn't sit there, now there are benches and cube bollards instead of metal bollards, marking the boundary between the school and parking lots. An area now protected by barrier flower boxes, with trees and flowers instead of grey concrete where the sun never shines, also reminiscent of the Valentino park nearby.
The “facciamo spazio!” project was launched with a students' party on Saturday. The project  is co-financed by the Crt Foundation, together with some neighbourhood associations, among which the lead Laquip, and District 8.
On the occasion, you could even play table tennis outside the school... "We're going to clean up all the graffiti and paint murals instead" says Noemi Pironato, from the class III DL.

But we won't stop here: <<we want to make the school’s underground area usable and we'll paint our classrooms again because the plaster is falling down >>, Giovanni Bustan explains, a student from 4AL. These renovations were chosen by the students themselves and to make their school look better, they painted on cardboards the Liberty friezes of the near Eden Hotel. 

The students will raise funds in order to keep the project going, also with the help of a lottery, and they'll be the ones taking care of the area, keeping it tidy and watering the plants.
Some students come to school on skateboard. Their dream is to get rid of the cars in the whole square.
The president of the district Mario Levi says: “it's impossible because the area suffers from a lack of parking lots”. In the meantime we will happily watch plants climb all over the school building.

La foresta urbana di Bankside

TRADUZIONE DALL'INGLESE
IVD

TESTO ORIGINALE:






TRADUZIONE:

La foresta urbana di Bankside
Un'introduzione al concetto di Ken Worpole
Un approccio ecologico alle strategie per lo spazio pubblico 

"Se le foreste appaiono nelle nostre religioni come luoghi del profano, appaiono anche come luoghi del sacro. Se sono stati tipicamente considerati luoghi di assenza di legge, hanno anche fornito paradisi per coloro che si sono schierati dalla parte della giustizia e hanno combattuto la corruzione della legge. Se evocano associazioni di pericolo e abbandono nelle nostre menti, evocano anche scene di incanto. In altre parole, nelle religioni, nelle mitologie e nelle letterature dell'occidente, la foresta appare come un luogo in cui la logica della distinzione scompare." Robert Pogue Harrinson, Forests: The shadow of civilization, 1993
Questa proposta immagina che la strategia dello spazio pubblico di Bankside si basi sulla visione di una foresta urbana piuttosto che di un parco. C'é una differenza importante. Il termine parco nasce dal latino, parricus o dal francese, parc, entrambi significano recinzione. I primi parchi inglesi di cervi erano siti di caccia reali e rigorosamente controllati, mentre la foresta è sempre stata considerata come un luogo di libertà e senza frontiere precise. Da allora lo "spazio forestale" ha acquisito una serie di associazioni architettoniche e topografiche con un senso di apertura e permeabilità, un luogo i cui confini possono essere liberamente varcati in qualsiasi momento e che visivamente cambia e si riconfigura mentre il viaggiatore vi si muove attraverso. A causa delle loro origini organiche, le foreste offrono una molteplicità di sentieri, percorsi, cambi di direzione, così come radure, boschetti, ruscelli, sterrati e allées. "Una persona dovrebbe poter camminare attraverso una foresta sulla strada che va da casa a lavoro", ha detto una volta l'architetto Alvaro Aalto.
Quindi ci sono grandi forze nel rispettare l'attuale insieme labirintico di strade e insediamenti, che ha ispirato l'idea della foresta di Bankside. I residenti locali intervistati per questo studio hanno confermato l'importanza che i modelli delle strade di questa zona abbiano come tratto distintivo l’irregolarità.

"Facendo un giro in Bankside hai la possibilità di godere di scorci di edifici lontani attraverso vicoli e strettoie. Non capita spesso, ma queste occasionali viste eccentriche dovrebbero essere conservate."
"Vado a Nelson Square passando per le scorciatoie - oltre il fruttivendolo, oltre il negozio di scommessa, taglio attraverso tutti i piccoli vicoli secondari."
Anche se l'idea della foresta introduce elementi ora associati all’idea di rendere verde la città e in gran parte è determinata da imperativi ecologici - contrastare le emissioni di Co2, abbassare la temperatura circostante, aumentare la ritenzione idrica superficiale ed evitare gli allagamenti - ci sono anche imperativi sociali ed economici della stessa importanza nella strategia della foresta. Adottando un approccio più ecologico alle strategie dello spazio pubblico, ci sono maggiori opportunità di sostenere economie locali e di conservare reti e collegamenti stradali storici. L'idea di foresta non si basa sulle spazialità e sulle economie che vanno dal centro alla periferia, ma su reti eque di vivibilità e scambio. Innanzitutto la proposta della Bankside Urban Forest non è un progetto di piantagione di alberi o di creazione di morbidi paesaggi, anche se presenta elementi di entrambi. In sostanza si tratta di un programma a lungo termine di interventi di modesta portata nei pressi di Bankside e nella zona a grana fine a sud di Southwark Street, tentando di tenere insieme il quartiere più grande attraverso una serie di cambiamenti della rete stradale che siano più a misura dei pedoni. Funzionerà anche come un dispositivo coesivo, segnalando tranquillamente ai residenti e ai visitatori che stanno entrando e abitando in un contesto urbano distintivo caratterizzato dalla diffusione di elementi verdi, da una rete di piccoli e tranquilli parchi, cortili e rifugi, storici luoghi di incontro, nonché luoghi importanti di scambio economico, sociale e culturale (Tate Modern, Borough Market, Southwark Cathedral, Guy's Hospital, scuole locali e vie dello shopping, London South Bank University).

Questo sarà da accompagnare a un miglioramento degli edifici, dei cortili e delle vie attraverso la creazione di nuovi piccoli giardini, di un maggior numero di cortili scolastici con elementi naturali, rimboscamento, fioriere alle finestre - molte di queste opere saranno a carico di gruppi di comunità esistenti e di piccole imprese – ed altri miglioramenti alle strade che daranno all'area un senso di integrità del luogo mantenendone al contempo quella peculiare economia variegata e natura sociale. Si basa sul lavoro pionieristico dell’associazione Bankside Open Spaces Trust. È anche previsto un nuovo programma di commissione di artisti.
Tali miglioramenti si fondano sulla storia e sul carattere di Bankside, che nel passato ha spesso opposto resistenza ad una completa riqualificazione. Come ha scritto Giullian Tindall nella sua recente storia della zona, The House by the Thames. 
"Progetti (per grandi edifici governativi) sono stati certo discussi più volte per le rive meridionali del Tamigi, ed uno o due di questi sono stati in realtà costruiti un po’ più vicino al fiume, ma la stessa Bankside è rimasta preservata dalla grande urbanizzazione". 
Questo, in accordo con le conclusioni di Shibani Bose, secondo cui “quella di Bankside non è grandiosa per la maggior parte di che vive lì”. Il progetto è scaturito dalla netta percezione dei residenti di vivere in una zona descritta come calma, sicura e con una già ben marcata identità locale. Si basa anche su precedenti storici, quando agli inizi della sua crescita Bankside aveva ancora molte caratteristiche rurali,  quando era, secondo Tindall "un luogo popolare anche se paludoso per incontri clandestini... Si diceva che la chioma degli alberi fossi così fitta che persino nelle notti illuminate dalla luna - un uomo non potesse vederne un altro - " 


Non è questo il caso, comunque, in cui labirintico significa pericoloso come confermano i residenti locali.
Le strategie convenzionali degli spazi pubblici sono spesso strutturate in conformità a questioni di sicurezza che suggeriscono come i grandi spazi aperti e i paesaggi lunghi e rettilinei facciano sentire sempre più sicuri.
Molte persone trovano invece i paesaggi ampi e cementificati minacciosi per via della loro completa mancanza di imprevisto e per il loro anonimato. I residenti locali attorno a Bankside non vedono invece contraddizione nel descrivere l'area come sicura e nel lodarne al contempo quell’irregolare rete di strade e scorciatoie.
Quello di cui hanno paura invece è la Manattanizzazione della parte di Bankside a nord di Southwark Street, e il concetto di foresta è ciò che è destinato a intrecciare tra loro la dimensione umana con articolati percorsi e reti della nuova e vecchia Bankside.
In aggiunta al rafforzamento del puzzle storico di spazi e luoghi, l'idea di foresta introduce anche un rallentamento del tempo basato sull'esperienza di sentieri irregolari e frequenti ed avvincenti visioni accidentali.
Linee dritte ed ampi spazi possono evocare il tempo come qualcosa che deve essere sopportato, mentre una strategia di spazio pubblico basata sulla creazione delle condizioni che aprono all'esplorazione, alla deviazione ed al girovagare può trasmettere un senso di atemporalità o assorbimento nel flusso del tempo come un vero e proprio piacere.
Infatti i mini giardini come Paley Park a New York offrono precisamente questo inaspettato, e quindi molto apprezzato, nascondiglio.


La foresta urbana di Bankside quindi:

·         Crea un nuovo distinto habitat urbano basato su elementi di natura e sulla creazione di molteplici piccoli spazi e luoghi adatti a tutti i residenti, i lavoratori e i turisti;
·         Supporta e connette dei luoghi esistenti di fondamentale importanza per lo scambio reciproco, rafforzando le economie locali e le opportunità educative, e rompe le barriere di confine tra aziende e comunità;
·         Aiuta a migliorare le condizioni ambientali sempre più difficili, come l’inquinamento e l’aumento della temperatura dell’aria, e crea maggiore ombra;
·         Supporta tutta una gamma di iniziative su piccola scala intraprese da comunità o aziende per creare le loro piccole sezioni di foreste, in modo che alla fine le persone siano in grado di distinguere una foresta dai singoli alberi;
·         Unisce insieme il nuovo e il vecchio, edifici alti e bassi, strade principali e secondarie, attraverso il proliferare di iniziative verdi nate spontaneamente;
·         Ammorbidisce la divisione tra attività notturne e diurne cercando di evitare la concentrazione di attività di ristorazione in una sola area;
·         Introduce un elemento ludico nello spazio pubblico, diventando a misura di bambino e di famiglia nel suo approccio alla sicurezza stradale e all’integrazione di piccoli parchi e aeree gioco nelle vie;
·         Crea un nuovo senso di equilibrio urbano tra elementi sociali culturali e economici contrastanti, attraverso un distinto programma di creazione di spazio;
·         Apre la strada ad un approccio ecologico per la rigenerazione urbana basata sul networking, sull’autosufficienza  e sulle economie di piccola scala.

Lezioni dal complesso dei Docks

È stato salutare osservare come la città di Londra abbia risposto alla sfida presentata dalla crescita del complesso dei Docks, quello che si credeva essere il nuovo modello per la rigenerazione urbana su larga scala. Piuttosto che imitare la sua grande, brusca, ampia scala di operazioni, la Città ha scelto invece di investire in mini giardini, nell’abbellimento di vicoli e di cortili, nella coltivazione di buone relazioni con le imprese familiari e con i pub locali. Si è capito che i commercianti e i residenti apprezzavano vivere in un ambiente che sembrasse ancora umano, che offrisse continue sorprese e scoperte nel suo disegno di strade e nell’economia locale.
Da qualche tempo gli urbanisti sottolineano come l’eccessiva antropizzazione, presente in molti progetti moderni di rigenerazione urbana dello spazio pubblico, ne abbia tagliato fuori tutti i conflitti e i sospesi così che lo spazio pubblico viene organizzato in schemi di utilizzo e in agende decisi altrove. Questo è di ostacolo alla condizione peculiare del vagare, dell’andare fuori pista, della scoperta casuale di un quartiere o un distretto. Proprio le qualità per cui ammiriamo le città storiche europee, piccole e grandi, sono spesso rimaste fuori dai progetti dei nuovi quartieri urbani del Regno Unito. La Bankside Urban Forest resiste a questa antropizzazione dello spazio pubblico. L’idea della città come foresta non è nuova, ma è sempre stata retrospettiva. L’idea di creare condizioni simili ad una foresta come base per un nuovo tipo di spazio pubblico urbano ha il suo fondamento nel passato, ma incarna anche i nuovi imperativi ecologici di rendere le città più sostenibili a livello ambientale, economico e sociale.

I grandi edifici guadagnano forza da ambienti a grana fine:

Nel cuore di Bankside BID c’è la Tate Modern, anche se la zona fa pure da casa alla Southwark Cathedral, al Borough Market e al Globe di Shakespeare. Lo sviluppo di Bankside 1,2 e 3 può avere l’effetto del consolidamento dell’atmosfera istituzionale dell’area.
Si potrebbe discutere che l’area sia strabordante di attrazioni nazionali ed internazionali che a lungo termine  beneficerebbero dall’essere integrate in un quartiere urbano dalla grana più compatta, dove anche migliaia di persone vivono e lavorano e supportano le attrazioni e i servizi locali. Se la Tate Modern è una cattedrale del 21esimo secolo, allora potrebbe beneficiare dei dintorni più tipici di una cattedrale, che consistono in strade a grana fine, piccole piazzette e zone di sosta – com’è nella tradizione delle cattedrali italiane e francesi, integrate in un ben intrecciato reticolo urbano. Il concetto di foresta può aiutare a realizzare proprio questo.
I confini amministrativi raramente coincidono con i confini storici, topografici o culturali nella divisione urbana in zone o nelle questioni amministrative. Questo solleva problemi di sostenibilità economica e culturale a lungo termine. I legami popolari hanno radici profonde coi luoghi e la storia e persino gli sviluppi avvenuti due o tre generazioni prima possono essere sentiti come se avessero distrutto l’unità organica di un particolare distretto o quartiere urbano, che i progetti di rigenerazione potrebbero col tempo desiderare di ripristinare.
L’area BID di Bankside deve evitare i pericoli di un’esasperazione del divario tra il lungofiume e l’hinterland storico a sud di Southwark Street.

Al momento Southwark Street assomiglia ad un canyon urbano (non diversamente da Farringdon Road o anche dalla grandezza di More London rispetto a quella di Tooley Street sul lato opposto). Ci sono ponti che attraversano questo canyon su cui passano le linee ferroviarie ma non i pedoni. I residenti intervistati del sud di Southwark Street espressero la paura che un ulteriore sviluppo di Bankside possa involontariamente distruggere lo storico tessuto urbana della zona.
“Io non voglio che il Bankside si trasformi in Manhattan. L’altezza è il problema principale. Qua stanno nascendo sempre più grattacieli con alloggi e uffici, che rovinano la visuale e tolgono la luce del sole a tutti. Sento che tra poco non riusciremo più a vedere il cielo!”
“Gli edifici stanno diventando sempre più alti. Stanno continuando a salire e presto finiranno per portarsi via anche l’orizzonte.”
La strategia della foresta urbana affronta questo problema in modo diretto, intrecciando una serie di fili per Southwark Street, prendendo gli storici reticoli di vicoli, cortili, piccoli parchi, orti urbani e grotte nell’Area BID.
La designazione della Bankside BID solleva questi problemi. Sulla mappa i confini sono chiaramente e strettamente disegnati da tre strade principali- Borough High Street, Southwark Street e Blackfriars Road- e a nord dal Tamigi. Eppure tali confini hanno l’effetto di racchiudere una vasta serie di edifici industriali, commerciali e aziendali, insieme a una ampia zona di alloggi pubblici.

L'area BID può sicuramente solo guadagnare forza facendo connettività con questo ricco entroterra storico, dove ci sono molte affascinanti stradine e vicoli, cortili, piccoli parchi, taverne, insediamenti religiosi e edifici con officine che offrono un contrappunto allo sviluppo su vasta scala di Bankside, che tende a svilupparsi su blocchi. C'è anche il pericolo che se l'area BID non viene considerata ora come un nuovo quartiere culturale, entro i suoi confini attuali, l’intensificazione dell'economia serale in questa piccola area da sola potrebbe portare a problemi già visibili in altri quartieri culturali dai confini ben definiti, come il Temple Bar di Dublino. Perché se c’è molto da imparare dalla lunga storia di Bankside come un luogo di intrattenimento, teatro e giardini ricreativi, immediatamente a sud di Southwark Street, ci sono altre storie di riforma sociale da raccontare - il programma di abitazioni cottage di Octavia Hill a Red Cross Way e Ayres Street, per esempio - così come la riforma dell’istruzione nel lavoro di Joseph Lancaster in Borough Road, il cui nome è anche commemorato in Lancaster Street. Oggi questa zona più ampia sta diventando un posto con un’identità rinnovata, poiché si stanno sviluppando spazi teatrali d’avanguardia, i parchi e gli spazi verdi (di cui c’era grande bisogno) vengono restaurati e molti ex edifici industriali vengono convertiti in piccole unità aziendali.

Una delle iniziative di maggior successo della società Bankside BID ad oggi è stata la collaborazione con aziende locali per lo sviluppo di progetti per trasporti “verdi”. L'area è sufficientemente ben collegata alle stazioni ferroviarie principali, ai servizi di autobus e ai percorsi pedonali per diventare un modello di quartiere pedonale sicuro e permeabile. Questa caratteristica può essere solo rafforzata estendendo i collegamenti pedonali e cicloturistici nelle aree circostanti, per guadagnare una massa critica di spazio pedonabile, collegandosi finalmente ad Elephant and Castle, un'altra area di grande investimento e sviluppo.

Il concetto di rigenerazione è stato al centro della politica urbana per diversi decenni - ma cosa significa, e quali sono i suoi limiti? La nozione convenzionale è che le aree urbane storiche colpite dalla pianificazione del degrado, dal fallimento economico o dalla frammentazione della comunità possono essere riportate in vita da grandi progetti di costruzione, che riguardino nuove industrie, uffici, immobili o strutture culturali. Si presume che i benefici sociali ed economici scaturiscano immediatamente da un nuovo investimento in proprietà e istituzioni. Tuttavia, questo non è sempre il caso. Come in un trapianto di organi, l'ambiente ospite può a volte rifiutare o respingere ciò che si è sviluppato, rendendolo isolato, o alla stregua di comunità enclave.

La foresta urbana si basa sull'idea che i responsabili dei sistemi di rigenerazione devono apprezzare i veri vantaggi che vanno nell’altro senso, dalla comunità ospite a ciò che si è sviluppato, ai suoi abitanti e utenti. Così la foresta si estende lentamente a ciò che si è sviluppato e lo integra per gradi nell'ecologia storica del terreno. Così, piuttosto che resistere a Southwark, ritenere che il loro modello di grana fine del vivere e della comunità urbana andrà schiacciato da uno sviluppo allargato in tutta l'area, la strategia forestale urbana si basa sulla ricchezza e l'intimità delle comunità esistenti che integrano i nuovi sviluppi Bankside nel tessuto urbano più ampio.

Per questo motivo il concetto di "Luoghi di scambio" è fondamentale per la foresta urbana: sono luoghi di incontro dove i lavoratori, i visitatori di Bankside interagiscono con i residenti locali e i lavoratori e i proprietari delle numerose piccole imprese che prosperano altrove nel distretto.
Tali luoghi di scambio includono Tate Modern, Southwark Cathedral, Borough Market, South Bank University, così come le scuole locali, le vie dello shopping e zone con attività serali come pub e ristoranti che creano nuove economie locali nella foresta. I luoghi di scambio permettono non solo il commercio, ma anche opportunità di interagire per i diversi gruppi che vivono, lavorano o visitano la comunità.
Esistono già prove di nuove connessioni locali, come nel programma di formazione alimentare del Borough Market che influenzerà le scuole locali fornendo ingredienti freschi e competenze di cucina. 
Questi "luoghi di scambio" hanno bisogno non solo di una presenza spaziale, ma anche di una presenza temporale. Il Borough Market supera con successo il confine temporale tra i giorni feriali e i fine settimana, stando aperto come già fa ogni venerdì e sabato. A sud di Southwark Street, le chiese, i pub e i caffè continuano a osservare il calendario serale e del fine settimana. 

Un quartiere culturale con radici storiche

Una delle lezioni del lavoro di Jan Gehl a Copenhagen su come aumentare la vita sociale nelle zone storiche, è di evitare un’eccessiva concentrazione e incoraggiare la diffusione di bar e ristoranti su un'area più ampia.

La relazione di Ghel sugli spazi e la vita pubblica di Londra, Verso una buona Città per le persone (giugno 2004), ha evidenziato l'assenza di bambini o anziani nelle strade rispetto ad altre città europee. Probabilmente ciò è legato al fatto che "finora il pedone è stato decisamente invisibile nella processo di progettazione urbana".

Ciò che risulta evidente - e piuttosto unico – dai sondaggi tra i residenti, è che tutti i gruppi di età si sentono al sicuro nella propria zona, anche se i bambini potrebbero non avere il permesso di attraversare le strade principali di confine come High Street Borough, Southwark street e Blackfriars road. Il concetto di foresta è nell’essenza una strategia adatta all'infanzia, e che con il tempo crea un panorama di strade interessante, a misura d’uomo, sicuro e soprattutto fatto partire e gestito a livello locale dalle scuole partecipanti, dalle imprese, dalle chiese e da gruppi di comunità.

L' idea della giocosità come elemento chiave della vita urbana di oggi è adesso stabilita- infatti le grandi installazioni alla Turbine Hall della Tate Modern sembrano essere state progettate per la gioia della famiglia.
Anche l'idea di individuare parchi e aree dedicate al gioco vicino a grandi gallerie d'arte e musei, come modo per segnalare la democrazia culturale e l'accessibilità popolare, è ormai comune.
Questo è il motivo per cui siamo desiderosi di vedere un ambiente di gioco significativo e originale incorporato nella grande componente forestale a sud della Tate Modern.
Ciò potrebbe umanizzare l'approccio verso la Tate Modern per i bambini e le loro famiglie che vivono a sud di Southwark, e fungere da grande incoraggiamento per attraversare la soglia dall’interno della città fino allo stesso lungo fiume. 
Il Rijkmuseum di Amsterdam apre le sue porte meridionali al grande Museumpark che è dotato di ampie strutture di gioco per tutte le età e che vengono utilizzate giornalmente dai visitatori e dai bambini residenti. 
Le grandi opere d'arte pubblica, come ad esempio la costruzione "Mikado" a Milano, ideata da Adriaan Geuze, contribuiscono a creare un forte senso della storia e del singolo evento, significativo allo stesso modo sia per gli adulti che per i bambini. 
Il superamento dei confini riguarda sia le forme topologiche che spaziali. 
Ciò offre vere opportunità di finanziamento; com'è noto le agenzie di finanziamento delle grandi arti e della cultura, tra cui il fondo Heritage Lottery, sono più alla ricerca di testimonianze di cooperazione strategica che attraversino i confini, piuttosto che sostenere "le isole di consumo" che lasciano intatte le aree residenziali interne di Londra. 


Traduzione dall'italiano al francese dell'articolo di Fabrizio Assandri, “Regina Margherita. Uno spazio verde invece delle auto”, in La Stampa del 20/11/2014

TRADUZIONE DALL'ITALIANO AL FRANCESE
IVAs E IVFl

TESTO ORIGINALE:


TRADUZIONE:

Traduzione dall'italiano al francese dell'articolo di Fabrizio Assandri, “Regina
Margherita. Uno spazio verde invece delle auto”, in La Stampa del 20/11/2014

Regina Margherita. Un espace vert au lieu des voitures.

Hier, c'était un lieu froid, bondé de voitures et aseptisé, où il était impossible de
s'arrêter pour parler. Aujourd'hui, c'est un espace accueillant. L'entrée du Lycée
Regina Margherita (rue Valperga Caluso) a été reconçu à mesure d'élève. Avant,
on ne pouvait pas s'y asseoir, maintenant il y a des bancs et des cubes gris à la
place des bornes qui marquent la limite entre l'école et le parking. Une aire
dorénavant protégée par des arbres, des plantes et des fleurs, où il n'y avait que
du béton et de l'asphalte, et jamais ensoleillée, comme une sorte de renvoi au
Parc du Valentino tout proche. On a inauguré samedi, avec une fête des élèves,
le projet “Facciamo spazio”, cofinancé par la Fondation CRT, auquel ont
également participé des associations du quartier, en premier Laqup et la
Circonscription 8. Devant l'établissement, ce jour-là, on a pu même jouer au
ping-pong... “On effacera les graffitis et on réalisera des murs peints”, affirme
Noemi Pironato, de la classe 3DL. Néanmoins ce projet ne se limite pas à l'entrée.
“Nous voulons rendre habitable le sous-sol du lycée et on va repeindre les salles
de classe: le plâtre tombe en miettes”- explique Giovanni Bustan, de la classe
4AL. Ce sont les élèves qui ont choisi les sujets et qui pour embellir
l'établissement ont peint sur des cartons les décorations Art Nouveau de l'Hôtel
Eden pas loin. Les élèves vont récolter des fonds pour continuer ce projet, grâce
aussi à une loterie et ce sont eux qui vont gérer cet espace, le garder propre et
arroser les plantes.
Les élèves – il y en a qui arrivent au bahut en planche à roulettes – rêvent de
dégager le parvis des voitures. “À cause du manque de parkings, cela est
impossible”, affirme le Président de la Circonscription M. Mario Levi. Pour le
moment, autour de l'établissement, des plantes grimpantes commencent à

pousser.

Agriculture urbaine – Paris

       TRADUZIONE DAL FRANCESE DEI RAGAZZI                     DI IVAs E IVFl


TESTO ORIGINALE:









TRADUZIONE:


Agricoltura urbana – Parigi.

Nella capitale, l'agricoltura si sviluppa con vigne, orti, frutteti, alveari, pollai... Scoprite
la Cascina di Parigi nel Bois de Vincennes e la cascina itinerante, una volta al mese, in
uno spazio verde della capitale.

Un frutteto nel cortile interno del Comune del 4°Arrondissement
Nel cortile del Comune del 4°Arrondissement completamente rinnovato, sono stati
piantati una dozzina di alberi da frutto. Le erbacce crescono fra i ciottoli e sono state
installate delle panchine, per una breve pausa nella calma e al riparo dai rumori della
strada. Il frutteto si compone di 12 alberi (4 meli, 4 ciliegi e 4 peri), che offriranno una
bella fioritura in primavera e produrranno frutti commestibili che saranno raccolti dagli
addetti del Comune, dai parigini e dai bambini delle scuole. Questi cittadini possono così
osservare le diverse fasi della crescita e della fruttificazione, partecipare a sedute di
degustazione e di sensibilizzazione al gusto.

I giardini condivisi
Il giardino condiviso è uno spazio verde coltivato e animato dagli abitanti. È un luogo di
vita aperto sul quartiere, che favorisce gli incontri fra generazioni e fra culture. Gestito
da abitanti del quartiere raggruppati in un'associazione, facilita le relazioni tra i diversi
luoghi di vita dell'arrondissement: scuole, case di riposo, ospedali...

Delle coltivazioni sui muri e sui tetti
Un'ambizione agraria e vegetale.
Nel 2020, Parigi conterà 100 ettari di tetti, muri e facciate vegetalizzati, un terzo dei
quali sarà destinato alla coltivazione di prodotti commestibili. Tale è l'ambizione
dell'attuale legislatura.
Questa ambizione è al tempo stesso ambientalista, economica e sociale. I benefici per
l'ambiente legati alla vegetalizzazione degli edifici sono noti: assorbimento delle acque
piovane, sviluppo della biodiversità, regolazione della temperatura ambiente e lotta
contro il fenomeno delle isole termali urbane come strumento di miglioramento della
qualità dell'aria.

Un vantaggio per Parigi
La vegetalizzazione è un vantaggio per gli edifici e i loro abitanti. Contribuisce al tempo
stesso al miglioramento dell'isolamento e dell'inerzia termica, dell'isolamento acustico e
della protezione dell'impermeabilità dei tetti. L'edificio vegetalizzato può anche essere
fonte di produzione con progetti di agricoltura urbana. La vegetalizzazione degli edifici
contribuisce inoltre a rafforzare le relazioni sociali, di cui le nostre città hanno tanto
bisogno.

Le sfide della vegetalizzazione degli edifici
Per creare 100 ettari sui muri e sui tetti di Parigi, da qui al 2020, sono utilizzate due
strategie complementari:
• un vasto programma di vegetalizzazione del demanio comunale;
• un insieme di provvedimenti d'accompagnamento dei partner pubblici e privati,
per incitarli a vegetalizzare i loro edifici, attraverso una Carta di
Vegetalizzazione.
Tetti e muri vegetalizzati costituiscono altrettante sfide da affrontare nella misura in
cui la vegetalizzazione:
• modifica l'estetica dell'architettura parigina
• risponde a norme tecniche rigorose
• comporta un costo supplementare per i costruttori a breve termine
• rende necessaria l'installazione e la manutenzione, in quanto ci si deve adattare
al capitolato d'appalto dei gestori.
La Scuola Agro Paris Tech accoglie da quattro anni uno dei più grandi orti su tetto della
capitale. Scoperta di un luogo insolito.
In via Claude Bernard (5°arrondissement) è impossibile scorgere la sua presenza: i tetti
della Scuola Agro Paris Tech ospitano un'esperienza insolita dal 2012, un vasto orto di
600 m², uno dei più importanti della capitale. Ritorniamo a un'iniziativa pionieristica,
proprio mentre Parigi lancia Parisculteurs, un bando sull'agricoltura urbana e la
vegetalizzazione.
Qui, non si sperimentano coltivazioni a terra, ma essenzialmente in vasche di legno.
“L'esperimento è iniziato con 30 vasche, spiega Antoine Juvin, ex-allievo della scuola e
cogerente della start-up Cultures en ville, specializzata nella installazione di giardini sui
tetti. Sono state dapprima testate delle piantagioni con rifiuti organici, come il legno
frantumato, il residuo di fungaie (costituito essenzialmente da fondo di caffé) o il
compost”.
Questi sostrati fertili sono poi stati paragonati a un terriccio classico.

Dei risultati eccellenti
Le piantagioni variano ogni anno e la varietà è impressionante: cavoli, fagioli, carote,
cipolle, basilico, spinaci, valeriana, garofani d'India... Risultato: “una resa paragonabile
a quella di un ortolano bio che coltiva il suo terreno”, come sottolinea Antoine Juvin.
Una profusione che attira piccioni e merli parigini... per questo sono state poste delle
reti di protezione sopra le vasche.

La coltivazione in vasca è gustosa
L'orto non utilizza né concime, né pesticidi e la presenza di metalli pesanti è molto
debole: “Siamo molto al di sotto delle norme autorizzate”, puntualizza Antoine Juvin.
Così, l'inquinamento dell'aria parigina ha pochissimi effetti su ciò che viene prodotto sui
tetti. E la qualità non manca: “Gli spinaci sono eccellenti”, afferma una dipendente di
Agro Paris Tech, che ha avuto occasione di assaggiarli. Le verdure prodotte nelle vasche
sono buone come quelle coltivate a terra.
Parigi sarà forse un giorno nutrita dai suoi tetti? “ E' poco probabile, sorride Antoine
Juvin, ma almeno questo tipo di coltivazione permette di produrre della verdura che
altrimenti patirebbe durante il trasporto, inoltre porta un po' di natura in città e mostra
al consumatore dove è prodotto ciò che mangia”.

I giardini condivisi di Parigi
Il giardino condiviso è uno spazio verde coltivato e animato dagli abitanti. È un luogo di
vita aperto sul quartiere che favorisce gli incontri fra generazioni e fra culture. Gestito
dagli abitanti del quartiere raggruppati in un'associazione, facilita i rapporti fra i diversi
luoghi di vita dell'arrondissement: scuole, case di riposo, ospedali...
Dove si può trovare un giardino condiviso vicino a casa?

In genere, i giardini condivisi si trovano in appezzamenti di proprietà del Comune di
Parigi, ma possono anche essere installati su altri terreni (appartenenti ad enti
proprietari dell'edilizia popolare, alle ferrovie francesi, ecc.). Per individuare i giardini
esistenti vicino a casa vostra, potete consultare la carta e la lista qui di seguito.

Come prendere parte alle attività del giardino?
Quando una persona o una struttura (associazione, scuola...) desidera fare giardinaggio
in un giardino condiviso, deve contattare l'associazione che lo gestisce. Le coordinate
delle associazioni che gestiscono questi giardini sono indicate qui di seguito.

Come creare un giardino condiviso?
Il giardino condiviso è creato su iniziativa di abitanti che desiderano fare giardinaggio
insieme in un luogo conviviale. Per aiutare chi propone il progetto, il Centro Risorse per
i giardinieri urbani anima incontri e atelier informativi.
Come procedere?
1. Innanzitutto, chi presenta il progetto deve identificare un appezzamento adatto
alla creazione di un giardino condiviso: un terreno urbano abbandonato, un'area
verde collettiva...
2. Gli abitanti che desiderano creare il giardino condiviso, devono costituire
un'associazione.
3. Quando l'associazione è costituita, si devono contattare i corrispondenti Pollice
verde (main.verte@paris.fr) del Centro di risorse per i giardinieri urbani (Casa del
Giardinaggio, Parc de Bercy, Paris, 12° arrondissement), che aiutano a formare il
dossier.
4. L'associazione, il Comune dell'arrondissement e i servizi del Comune di Parigi si
accordano per l'attuazione del progetto, nello spirito della Carta Pollice verde.
5. Il Pollice verde assicura la propria assistenza nel corso dell'elaborazione dei
progetti; inoltre, insieme al Comune dell'arrondissement, controlla che vengano
rispettate la carta e la convenzione.

Convenzione e Carta Pollice verde
In genere, i giardini condivisi si trovano in appezzamenti di proprietà del Comune di
Parigi, ma possono anche essere installati su altri terreni (appartenenti ad enti
proprietari dell'edilizia popolare, alle ferrovie francesi, ecc.).
L'occupazione di un appezzamento appartenente al Comune di Parigi rispetta i termini di
una convenzione co-firmata dall'associazione e dal Comune di Parigi. In questo caso,
l'associazione aderisce automaticamente alla Carta Pollice verde, che richiama le regole
e il buon uso dei giardini condivisi di Parigi.
Inoltre, tutti i giardini condivisi di Parigi installati su altri terreni che desiderano
rientrare nel programma Pollice verde possono aderire alla Carta Pollice verde.
Gli abitanti che gestiscono il giardino condiviso si impegnano in particolare ad aprire il
giardino al pubblico e a curarlo seguendo metodi rispettosi dell'ambiente.
Per scoprire i termini della convenzione di occupazione del suolo firmata
dall'associazione con il Comune di Parigi e quelli della Carta che definisce il buon uso dei
giardini condivisi di Parigi, è possibile scaricare i documenti qui di seguito, in formato
PDF.
Maison du Jardinage – Pôle ressource Jardinage Urbain
41, rue Paul-Belmondo – Parc de Bercy
75012 Paris
• Convention Main verte nouvelle fenêtre 92.4 Ko
• Charte Main Verte nouvelle fenêtre 400 Ko

Delle piste per agire
Realizzare e far vivere un giardino condiviso richiede molte competenze: fare
giardinaggio proteggendo la biodiversità, animare delle attività, trovare intermediari e
risorse per promuovere i progetti... Per aiutarvi, ecco di seguito una bibliografia, delle
fonti web e dei contatti molto utili!
I Pollicini verdi
In una quindicina di giardini pedagogici, la Carta Pollicini verdi permette ai bambini
delle scuole e dei centri ricreativi di fare giardinaggio a stretto contatto con i giardinieri
e i consiglieri ambientali del Comune di Parigi.

Che cos'è la Carta Pollicini verdi?
Paragonabile alla Carta Pollice verde dei giardini condivisi di Parigi, la Carta Pollicini
verdi è un impegno per gli educatori e i piccoli giardinieri in erba, delle scuole e dei
centri ricreativi, a praticare durante l'anno un giardinaggio rispettoso dell'ambiente e a
rendere visibili le loro azioni pedagogiche, grazie ad una etichettatura o a dei cartelli
didattici.
Tramite dei siti web, i giardinieri referenti del comune di Parigi forniscono,
compatibilmente con la loro disponibilità, dei consigli per la coltivazione degli orti e un
aiuto puntuale, in particolare per i lavori più importanti da effettuare sul terreno e le
operazioni di ammendamento grazie al compost.

Per scoprire i ritmi della natura e sensibilizzare al rispetto dei luoghi
I bambini sperimentano il piacere di fare giardinaggio (seminare, piantare, raccogliere)
e imparano a osservare con pazienza, al ritmo della natura. In ambito urbano, questa
iniziativa favorisce il contatto con il mondo vivente: toccando la terra, scoprendo il ciclo
vitale, insegna il rispetto del mondo vegetale in un giardino di prossimità.
I giardinieri comunali sono molto contenti di trasmettere le loro conoscenze e la
ricchezza del loro mestiere. Il contatto con i bambini che frequentano il luogo e vi
ritornano con le famiglie valorizza il giardino e li sensibilizza alla protezione di questo
bene comune.
“In qualità di giardinieri, avevamo apprezzato molto un disegno in cui i bambini ci
chiedevano di annaffiare il giardino durante le vacanze”.
Atelier, formazioni, conferenze, consigli pedagogici: la Casa del Giardinaggio, un polo di
risorse per i piccoli giardinieri urbani.
L a Casa del Giardinaggio accompagna dal 2002 i Pollicini verdi. Oggi, una rete di 15
giardini pedagogici accoglie i bambini di 28 scuole parigine: materne, elementari, centri
ricreativi e specializzati.
I Consiglieri ambientali accompagnano gli insegnanti, gli animatori e i giardinieri
referenti coinvolti in questi giardini pedagogici dalla loro creazione fino alla raccolta
delle verdure: organizzazione degli appezzamenti, calendario di coltivazione adattato al
ritmo scolastico... “Che cosa si raccoglie prima della fine di giugno e quali fiori durante
l'anno?”
I Pollicini verdi apprezzano molto anche le visite sul campo, ideali per realizzare con i
bambini i lavori stagionali (i lavori sulla terra, semina, talea, trapianto, pacciamatura) e
condividere con gli insegnanti e gli animatori trucchi e astuzie adottati per gestire
gruppi di giardinaggio collettivo.
Uno dei principali messaggi dei giardinieri e dei consiglieri comunali: per un bel giardino,
il giardinaggio si pratica tutti i mesi dell'anno e non solo in primavera!

Maison du Jardinage – Pôle ressource Jardinage Urbain
41, rue Paul-Belmondo – Parc de Bercy
75012 Paris
La Lettera Pollice verde annuncia l'apertura dei nuovi giardini condivisi di Parigi,
raccoglie gli appunti presi durante le conferenze del Pollice verde e le piste da seguire
per i giardini condivisi e i giardini pedagogici.
Potete riceverla gratuitamente con una semplice domanda via mail a
main.verte@paris.fr

Fare compost a Parigi: istruzioni per l'uso
Il 30% dei rifiuti di una famiglia parigina sarebbe costituito da rifiuti organici, che
vengono mandati immediatamente all'inceneritore. Fare compost permette di riciclare i
rifiuti organici e di produrre in modo naturale del concime per le piantagioni...Sì, ma

come si fa a Parigi?